[fusion_text]La novità di prodotto targata CdN in questo inizio di 2016 è la certificazione VEGAN ottenuta dalla barbera biologica InOrigine. I vini biologici stanno iniziando a diffondersi, però c’è ancora poca informazione sulle loro caratteristiche, certamente positive per la nostra salute, e su cosa occorre per poterli definire tali. Per chiarirci le idee abbiamo posto alcune domande al direttore della Cantina di Nizza, l’enologo Giovanni Chiarle.

 

Come si lavora in vigna Il biologico?

Il valore aggiunto del vino biologico nasce principalmente in campo, nella conduzione del vigneto. L’agricoltura biologica, a differenza di quella ‘convenzionale’, limita al minimo l’impatto ambientale, preserva e rigenera la biodiversità, rispetta gli equilibri naturali e vieta l’impiego di pesticidi, diserbanti e concimi di sintesi chimica. In annate particolarmente difficili la lotta biologica ricorre a soluzioni preventive che si sono dimostrate efficaci e al tempo stesso rispettose del suolo e delle piante da frutto. In annate piovose, ad esempio, l’agricoltura biologica ricorre in primo luogo all’ inerbimento, pratica che consente un riassorbimento immediato e costante di acqua evitando così il propagarsi di malattie e muffe.

In agricoltura biologica sono permessi insetticidi?

L’agricoltura biologica sceglie di utilizzare un insetticida naturale, il piretro che, oltre a dimostrarsi efficace nella lotta agli insetti dannosi si rivela un utile alleato nelle strategie di difesa Il piretro è una sostanza che si degrada velocemente e facilmente con l’esposizione alla temperatura e alla luce solare, motivo per cui i trattamenti sono da effettuarsi nelle ore notturne. Questo comporta che l’insetticida non intervenga nel disturbare l’azione di insetti operosi ed estremamente utili in agricoltura come le api, attive esclusivamente nelle ore diurne

Il vino biologico contiene solfiti?

I vini biologici garantiscono un tenore in solfiti sempre inferiore ai limiti massimi ammessi per i vini convenzionale e nella maggior parte delle produzioni una percentuale, seppur bassa viene utilizzata. La Cantina di Nizza per “in origine” ha scelto di escludere solfiti in ogni fase di lavorazione. Ad enfatizzare la naturalità del prodotto si è scelto di avviare la fermentazione solo con lieviti spontanei.

Ma come distinguere un vino bio da uno che non lo è?

“Occorre porre attenzione all’etichetta I vini biologici, così come tutti gli altri prodotti certificati bio, riportano in etichetta il logo europeo (la bandierina verde con la fogliolina di stelle europee). Vicino al marchio europeo deve essere indicato il codice dell’organismo di controllo e l’effettiva origine degli ingredienti che lo costituiscono”. Così, “quando si legge Italia (o Spagna, Francia, ecc…), significa che il 100% degli ingredienti sono stati coltivati sul territorio nazionale”. Le produzioni bio hanno anche il pregio di ‘ispirare’ comportamenti virtuosi: “Il biologico ha sempre trainato e favorito un’evoluzione delle altre produzioni verso sistemi più ecologici e sostenibili”.

Un vino biologico ha qualità inferiori?

Effettivamente agli albori del biologico era frequente incappare in vini biologici difettati e di qualità scadente, oggi invece possiamo contare su cantine che garantiscono un livello qualitativo del tutto comparabile e competitivo con i migliori vini convenzionali. In questo momento non sono i disciplinari del biologico il limite ma la capacità dell’agronomo in campo, quindi la qualità delle uve, e poi dell’enologo in cantina”.

E’ vero che “In Origine” non è solo Bio ma anche Vegano?

Esatto! Dal 2015 “in origine ‘sposa’ anche la causa vegan. “A differenza del passato oggi tra i vegani c’é̀ chi apprezza anche il consumo di vino, a condizione che nella produzione dello stesso non siano mai state utilizzate sostanze di origine animale, , la colla di pesce, l’albumina, la caseina il lisozima, ecc…” una vera e propria certificazione di parte terza Vegan”. Come quella di Bios che “prevede l’eliminazione di ogni sostanza di origine animale nella lavorazione del vino e di tutti gli altri prodotti alimentari destinati ai consumatori vegan. [/fusion_text]